GermanItalian
Home arrow Storia
La nostra storia...

La storia  degli Schuetzen in Fiemme in italiano, “Bersaglieri immatricolati” ( l’italiano era lingua ufficiale dell’Impero nel Tirolo Meridionale ) percorre pari passo la storia della Magnifica Comunità di Fiemme, ente storico che rappresenta quasi un unicum all’interno del panorama storico europeo. La sua autonomia secolare trae origine dai tempi Longobardi, i cui uomini liberi “Arimanni”  sono in un certo senso gli antenati dei Vicini (cittadini liberi), che sono alla base della “Libertà di Fiemme”. Nel territorio di Fiemme sono presenti i tre gruppi linguistici che compongono il Tirolo storico ladino a Moena, italiano da Predazzo a Castello e tedesco a Trodena, essa infatti può rappresentare un piccolo Tirolo nella volontà storico culturale  di Andreas Hofer. Questa autonomia è presente in Fiemme sino alle guerre napoleoniche, e rimane sino ai giorni nostri. Infatti la Magnifica Comunità di Fiemme gestisce la proprietà indivisa di boschi e pascoli dei Vicini di Fiemme. Lo Scario, “presidente della Comunità” era eletto ed è tuttora tra i Regolani delle Regole di Fiemme (vale a dire i Paesi della Valle), a loro volta eletti democraticamente dai Capi Fuoco (capi famiglia, generalmente uomini, ma anche donne sole o vedove). Il Territorio andava da Moena a Trodena, lo Scario svolgeva le mansioni di capo politico, militare e giudiziario, coadiuvato dal Vicario vescovile. L’autonomia di Fiemme, ha affrontato nei secoli varie vicissitudini è sempre stata difesa dall’Impero e dalle istituzioni imperiali in quanto direttamente derivante dal diritto sassone o germanico, questo almeno sino alle guerre napoleoniche. Infatti, dopo la restaurazione, la politica imperiale ebbe una ottica più accentratice. Furono protratti nel corso dei secoli diversi attacchi da parte del Principato vecovile di Trento. Fu per la prima volta codificata con i patti Ghebardini del 1111, e confermata anche nel 1511 nel Landibell, trattato federativo di difesa tra le province che costituiscono il Tirolo Storico (i principati di Trento e Bressanone e la Contea del Tirolo ). Prima del 1511 i Fiamazzi avevano l’obbligo militare di presidiare i passi che immettevano nella Valle, con proprie “Milizie”, come prevedevano i patti Ghebardini mantenendosi neutrali in caso di dispute, quasi mai verificate, tra Principato vescovile di Trento e Contea del Tirolo (Castello di Fiemme Regola di Fiemme, a tutti gli effetti era sotto la giurisdizione della Contea del Tirolo). E’ da tener presente che caratteristiche di autogoverno nelle valli Trentine e Tirolesi sono sempre state presenti, e risalgono probabilmente ben prima dell’avvento dell’ impero Romano; queste autonomie hanno sempre fatto sì che si siano formati dei corpi di autodifesa territoriale, sì fedeli all’ Impero, ma soprattutto legati al proprio Territorio “Heimat”. Per questo gli Schuetzen non sono mai stati riconosciuti come veri e propri soldati (vedi nelle guerre napoleoniche); perché un conto è la difesa dello Stato, che ha confini variabili, un conto è la difesa per la propria terra, che va’ oltre le divisioni ed interferenze che uno stato moderno genera. La struttura Federale dell’ Impero Asburgico ha sempre catalizzato queste forze autonome e di libertà organizzativa dei vicini ed anche di tutti i contadini tirolesi, a parte la parentesi della Guerra Rustica di Gassmaier, in cui Fiemme non si schierò mai contro l’Impero. A partire dal 1511 con il “Landibell” i Fiammazzi dovettero partecipare attivamente alle operazioni militari a fianco delle truppe regolari imperiali, sempre però, e questo va sottolineato, per scopo difensivo della Regione Tirolese mai per scopi offensivi. Più volte nel corso dei secoli la libertà di Fiemme e di tutto il Tirolo è stata minata da invasioni d’eserciti stranieri, tra cui spiccano le guerre contro la Serenissima Repubblica di Venezia, la Guerra di Secessione spagnola nel 1700, le guerre napoleoniche, le guerre Risorgimentali, sino ad arrivare alla Prima Guerra Mondiale e l’annessione del Tirolo di lingua italiana, (Trentino) e del Sud Tirolo sino al passo de Brennero. In tutte le guerre e battaglie gli Schuetzen di Fiemme hanno partecipato attivamente. Dopo il “Landibell” i Fiamazzi dovettero prestare, in accordo con l’Arciduca d’Austria, la loro opera come Milizie ausiliarie “Miliziotti” operando generalmente come truppe di supporto, anche a causa della non grandissima dotazione militare dei volontari fiemmesi. Dal 1700 invece furono impiegati come Bersaglieri “Schuetzen” in prima linea. Dal 1500 in poi si formarono in Fiemme delle associazioni di tiro a segno, gli elementi erano anche detti “taolazzani” da taolazzo. Questi tiratori al bersaglio o dicendola alla tirolese Stont, da cui Stant-schuezten, si riunivano principalmente la domenica dopo la messa; per le esercitazioni i fucili erano custoditi dal Parroco in Sacrestia (dimostrando ancora una volta l’attaccamento dei Fiammazzi e degli Schutzen ai principi di religiosità della Santa romana Chiesa). In caso di mobilitazione i volontari d’ogni Regola si riunivano in due compagnie, una da Tesero compreso in dentro, l’altra da Tesero in fuori, e si scambiavano il ruolo ogni quindici giorni. Le compagnie di Fiemme come le altre del Tirolo dovevano prestare servizio solo nel territorio della provincia del Tirolo (Dieta Tirolese) a cui spettava l’armamento, il vitto e la paga. Gli Schuetzen erano pertanto le milizie provinciali, a cui la Magnifica Comunità si limitava a fornire le divise, arrotondare le paghe ed a custodire in tempo di pace, le armi nella “Lozza”. Prima del 1700 però, il mantenimento delle compagnie di Bersaglieri era a totale carico della Comunità, che spesso ricorreva a dei mercenari spesso nonesi ed al pagamento di essi anziché spedire propie truppe di volontari. Dal 1511, ogni anno il Vicario di Fiemme, nominato dal Principe Vescovo di Trento richiedeva alla Magnifica l’elenco dei “Vicini” atti alle armi e l’arma di cui potevano disporre. Altrettanto doveva fare il Vicario della Giurisdizione di Castello per la zona di sua competenza. Nell’archivio della biblioteca Muratori di Cavalese esistono tuttora gli elenchi dei “Miliziotti” altro modo per chiamare i difensori del Territorio “Schuetzen”, dal 1582 al 1600, relativi al territorio della Magnifica Comunità ad eccezione di quelli di Castello. Questi, insieme agli uomini atti alle armi di Anterivo, Capriana e Valfloriana erano tenuti in nota nella Giurisdizione di Egna e Caldif. L’elenco della Biblioteca Muratori riguarda il periodo in cui era Luogotenente (ovvero “Vicario”) in Fiemme Alessandro Giovanelli. Gli Schuetzen di Fiemme hanno sempre difeso i valori della Religione, Dio al primo posto, il territorio in cui si vive si lavora e si produce, la famiglia come caposaldo della società civile, senza mai recriminare la propria supremazia nei confronti d’altri popoli, semplicemente tentando di vivere in pace e difendendo la propria Terra, e la propria Autonomia. Con un ottica sempre propositiva, mai contro. Ai nostri giorni si spera di non doversi più difendere da attacchi militari, ma altre sono le insidie della società moderna in cui Dio è abbandonato, così come la famiglia, solo chi ama il proprio territorio può amare il prossimo, l’abitante d’altre terre per affrontare consapevoli della propria storia e delle proprie origini, le sfide del terzo millennio.

 
« < Ottobre 2019 > »
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
29 30 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2